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Media età del Bronzo

La più antica occupazione dell'insediamento di Roca risale a un orizzonte non iniziale della media età del Bronzo (XVII sec. a.C.). Già durante la prima fase di vita, il sito è protetto verso terra da un'imponente opera di fortificazione, attualmente conservata per una lunghezza di circa 200 m e per uno spessore alla base di oltre 20 m. È tuttavia ipotizzabile uno sviluppo ancor maggiore del sistema difensivo, dal momento che le due estremità del muro risultano interrotte da crolli della falesia e che la fronte esterna è stata pesantemente disturbata dall'escavazione del fossato tardo-medievale.
Le fortificazioni, più volte ampliate e ristrutturate, sono articolate in una porta principale, con camminamento interno largo intorno ai 3 m, e in almeno cinque postierle o passaggi minori, di larghezza non superiore a 1,5 m. Le pareti laterali di tali passaggi sono costituite da lastre grezze o sommariamente sbozzate di calcarenite locale, messe in opera orizzontalmente e talvolta allettate con terra argillosa e calcarenite triturata. Una fitta serie di pali in legno aveva la duplice funzione di puntello per le murature retrostanti e di sostegno per il sistema di copertura. Nel corso della seconda fase del Bronzo Medio, l'insediamento è ulteriormente protetto verso l'esterno da un fossato scavato nella roccia, largo e profondo intorno a 2,5 m.

Pianta delle fortificazioni

La monumentalità dell'impianto difensivo di Roca non trova riscontri puntuali nel panorama protostorico italiano, rimandando piuttosto a modelli architettonici di derivazione egeo-orientale. Si consideri anche che la complessità delle strutture di fortificazione e il largo impiego di manodopera specializzata indispensabile per la loro costruzione non sono immaginabili se non nel quadro di una comunità con un alto livello di organizzazione socio-economica e con un'adeguata consistenza demografica.
Per quanto riguarda la terza fase della media età del Bronzo (seconda metà del XV – inizi del XIV sec. a.C.), l'eccezionalità delle mura è inoltre amplificata da una serie di evidenze riferibili a una totale e subitanea distruzione per incendio, quasi certamente seguita a un periodo più o meno prolungato di assedio. Gli indizi riconducibili a queste vicende belliche sono molteplici. Le postierle, ad esempio, risultano in diversi casi utilizzate come ricoveri o rifugi temporanei dalla popolazione assediata. Conferme al riguardo derivano dal ritrovamento al loro interno di installazioni per la cottura dei cibi e di abbondante ceramica d'impasto realizzata a mano e destinata a funzioni da mensa, da dispensa e da cucina.

Postierla C

La postierla C, in particolare, fu tamponata verso l'esterno con una barricata di pietre e si trasformò in una trappola mortale per chi vi si trovava all'interno: sul piano di calpestio, infatti, sono stati rinvenuti gli scheletri in connessione anatomica pertinenti a sette individui insepolti, due adulti e cinque tra bambini e giovani. È da sottolineare che le analisi condotte consentono di ipotizzare un loro decesso per asfissia precedente al crollo delle strutture soprastanti.
Tra le macerie che ingombravano uno degli ambienti della porta monumentale sono stati invece scoperti i resti scheletrici semicombusti di un individuo di età stimabile tra i 18 e i 20 anni. La morte violenta dell'uomo, documentata dall'anomala posizione di giacitura e dalla traccia di una profonda ferita d'arma da taglio su una delle costole, sembra provarne un diretto coinvolgimento nelle convulse fasi dell'assedio. Nelle vicinanze dello scheletro giacevano pure due oggetti di chiara matrice egeo-orientale, che potrebbero testimoniare l'origine straniera dell'individuo. Si tratta di una lama di pugnale in bronzo di foggia egea e di una scultura ornitomorfa in avorio di ippopotamo di possibile fabbrica levantina.
Per il Bronzo Medio, contatti con l'Egeo sono ulteriormente evidenziati da una serie di ceramiche tornite inquadrabili tra il Tardo Elladico II e IIIA, provenienti sia dalle strutture difensive che da alcuni saggi in profondità condotti nell'abitato. Le ricerche archeologiche sviluppate nel corso degli ultimi decenni all'interno dell'insediamento hanno pure permesso di individuare tracce di capanne incendiate e diverse cavità destinate ad attività di culto come deposizioni di vasellame, pasti rituali e sacrifici animali.

Età del Bronzo Recente