English

Età del Bronzo Recente

Aree di scavo descritte nel testo

Nel corso del Bronzo Recente (XIII-XII sec. a.C.) il sito viene riorganizzato e le fortificazioni ricostruite, inglobando le rovine delle mura più antiche e conservandone il tracciato. Viene realizzata una nuova porta, che ripropone con un lieve scarto d'angolazione il percorso di quella del Bronzo Medio. La tecnica edilizia adottata comporta una sensibile riduzione dell'impiego di legname; è attestato anche per la prima volta un vasto uso di blocchi squadrati di calcare locale, assemblati in ricorsi ordinati. Un'altra differenza rispetto alle precedenti opere difensive è rappresentata dall'assenza di postierle minori.


Scarpa delle fortificazioni dell'età del Bronzo Recente

 

Le indagini condotte hanno consentito, inoltre, di mettere in luce ampi tratti della fronte interna delle fortificazioni e di riconoscere, come per il Bronzo Medio, diversi interventi di restauro e tracce di distruzione per incendio. Negli ultimi anni è emersa, in particolare, un'elevata complessità e monumentalità dell'intero impianto insediativo, caratterizzato da percorsi stradali, resti di strutture lignee di grandi dimensioni, aree destinate a produzioni specializzate, apprestamenti cultuali etc..
I livelli di occupazione e gli strati di riporto attribuibili al Bronzo Recente hanno restituito straordinari insiemi di testimonianze archeologiche, comprendenti abbondante vasellame locale d'impasto, notevoli percentuali di più raffinate ceramiche egee (Tardo Elladico IIIB-IIIC Antico) e numerosi reperti botanici e faunistici, questi ultimi pertinenti tanto a resti di pasto quanto ad oggetti e strumenti in materia dura animale.

db

Skyphoi di tipo Egeo dal SAS IX

Tra i vasi d'importazione, si riconoscono sia forme aperte per bere e per mangiare, sia grandi contenitori funzionali al trasporto e alla conservazione di derrate. Desta interesse anche il rinvenimento di classi ceramiche prodotte localmente e ispirate a prototipi egei (ceramica grigia, dolii cordonati, vasellame italo-miceneo). Merita infine attenzione la presenza di altri rari manufatti in ambra, metallo e pietra di probabile provenienza straniera. Si segnalano, ad esempio, un coltello a lingua da presa simile al 'tipo Baierdorf', una coppia di spilloni con capocchia sferica 'tipo Franzine' e un sigillo lenticolare in steatite rossa.
Il picco di importazioni ceramiche registrato nel Bronzo Recente, la produzione locale di vasellame di tipo egeo e l'eccezionale attestazione di pregiati materiali esotici documentano il ruolo nodale del sito di Roca nei contatti ad ampio raggio che collegavano le regioni centro-europee all'Oriente mediterraneo.
Questi fenomeni suggeriscono anche il possibile soggiorno o stanziamento di artigiani e naviganti di origine transadriatica all'interno dell'insediamento e lasciano supporre che i rapporti tra comunità locali e genti straniere non si limitassero a scambi di natura commerciale, ma prevedessero più complessi fenomeni d'interazione sul piano politico, culturale e religioso.
Fra i contesti più significativi di questa fase, si segnala uno spesso deposito che includeva vasellame per bere locale e importato in associazione con numerosi resti scheletrici in connessione anatomica, riferibili soprattutto a quarti di animali di grossa taglia (Bos taurus, Cervus elaphus etc.). Il materiale risultava sigillato da un potente strato di calcarenite triturata. Le informazioni raccolte inducono a collegare tali rinvenimenti con peculiari attività cerimoniali come banchetti rituali e sacrifici animali.

Deposizione di un possibile sacrificio animale

Media età del Bronzo Età del Bronzo Finale