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Antichità e Grotta della Poesia

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L'occupazione del sito di Roca è plausibilmente connessa, sin dalle prime fasi di vita, con la frequentazione a scopo cultuale della Grotta Poesia, ubicata a Sud della penisola che ospita le rovine dell'insediamento protostorico. La grotta, di forma irregolarmente ellittica, è detta anche Poesia Piccola per distinguerla da un'altra vicina cavità ad essa collegata, la Poesia Grande.
Il nome attribuito al complesso carsico potrebbe derivare dal termine greco-medievale pósis, con riferimento alla presenza in antico di una sorgente d'acqua dolce. In origine asciutta, buia e accessibile da terra, la Poesia Piccola risulta allo stato attuale invasa dal mare nella parte bassa ed aperta verso l'alto a causa del crollo della volta.
L'importanza archeologica del monumento deriva dalla scoperta, effettuata dal Prof. Cosimo Pagliara nel 1983, di uno straordinario insieme di segni e testi graffiti, conservati lungo tutto il perimetro interno, per un'altezza di circa 8 m. Le evidenze più antiche, maggiormente danneggiate dall'ingressione marina, sono concentrate nella fascia inferiore.
Si tratta di rappresentazioni di mani e piedi e di figurazioni antropomorfe, zoomorfe o astratte che trovano riscontro in analoghi santuari ipogeici della tarda preistoria, come la Grotta dei Cervi di Porto Badisco. Merita attenzione anche l'individuazione di motivi figurativi di probabile matrice egea, quali ad esempio il già menzionato abbinamento 'ascia bipenne-bucranio'.
Le attestazioni più recenti sono invece costituite da iscrizioni votive realizzate prevalentemente in lingua messapica e latina, in rari casi anche in lingua greca. Le epigrafi, datate tra la metà del IV e la fine del II sec. a.C., sono riconducibili sia a personaggi eminenti che a gente comune e si rivolgono alla divinità maschile indigena Thaotor Andirahas, forma traslitterata in Tutor Andraios in latino.

parete

Calco di una porzione della parete della grotta. E' possibile notare una mano, un ascia bipenne ed un bucranio (clicca per ingrandire)


Nei testi di età repubblicana, gli unici integralmente traducibili, i dedicanti formulano una richiesta d'aiuto al dio, accompagnata dall'elenco dei beni promessi (vino, bestiame etc.) in cambio della protezione. Il parziale allagamento della cavità ha comportato la dispersione del deposito archeologico originario, impedendo di stabilire se al suo interno si svolgessero altre attività di culto come deposizioni di vasellame o sacrifici animali.

 

Età del Ferro Medioevo