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Storia delle ricerche condotte a Roca a partire dal Rinascimento

L'umanista salentino Antonio De Ferraris, meglio conosciuto come il Galateo, fu il primo a segnalare nel De situ Iapygiae (1558) l'esistenza dei resti di un antico insediamento sui quali Gualtieri VI di Brienne fondò, intorno alla metà del XIV sec. d.C., una cittadella fortificata denominata 'Rocca'. Altre brevi notizie sul sito sono riportate nelle Note japygo-messapiche (1877) del giudice Luigi De Simone e nel secondo volume dei Bozzetti di viaggio (1888) di Cosimo De Giorgi.
Al sacerdote Guglielmo Paladini si devono, invece, i primi scavi, condotti tra il 1928 e il 1932 e pubblicati nell'opera Studi e memorie storiche sull'antica Lupiae o Sibari del Salento. Nel corso di tali ricerche furono scoperti, in particolare, diversi tratti della cinta muraria di epoca ellenistica (IV-III sec. a.C.), messa in opera con grandi blocchi squadrati in calcarenite locale.

medieval tower

Torre cinquecentesca

 

Dopo un periodo di parziale stallo, le esplorazioni archeologiche nel territorio di Roca ripresero in maniera sistematica tra il 1945 e 1950, grazie all'impegno del Direttore del Museo Provinciale di Lecce Mario Bernardini. Successive indagini condotte dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia e da Giovanna Delli Ponti, succeduta al Bernardini alla guida del Museo, consentirono non soltanto di completare lo scavo delle mura messapiche, ma anche di individuare diverse aree di necropoli più o meno coeve.

A partire dal 1981 l'Istituto di Scienze dell'Antichità, oggi Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento, ha sviluppato, sotto la direzione del Prof. Cosimo Pagliara, un articolato programma di indagini archeologiche, ambientali e topografiche nel settore costiero compreso tra Otranto e San Cataldo. Tali studi, condotti in collaborazione con enti di ricerca italiani e stranieri, hanno garantito l'identificazione e l'analisi di numerosi nuclei di testimonianze antiche. Di notevole importanza sono risultate, in particolare, le acquisizioni relative alle evidenze dell'età del Bronzo di Roca e la scoperta dell'imponente patrimonio epigrafico conservato sulle pareti della vicina 'grotta-santuario' nota come Poesia Piccola.

Dal 1987 le ricerche estensive promosse annualmente dal Laboratorio di Scienze Applicate all'Archeologia dell'Università del Salento si sono concentrate soprattutto sul promontorio noto come Area Castello. Ne è derivata una puntuale definizione della complessa sequenza di fasi di occupazione, distruzione e trasformazione planimetrica del sito, inquadrabili in un arco cronologico di circa 3500 anni.